venerdì 13 giugno 2014

COMMENTI FINALI ALLA NOSTRA ESPERIENZA


Alessandro B.: esperienza singolarmente stimolante; ho avuto l’opportunità di dare sfogo alla mia “vena artistica”. Forse è grazie a tutti questi libri!

Bernardo P.: molti si sopravvalutano come liberi pensatori.

Letizia F.: Il lavoro non è stato duro, ma divertente e fuori dal comune. Qui puoi trovare non solo libri e non solo silenzio ma anche tanta condivisione e cultura. La vera scoperta è stato scovare il binomio cinema- letteratura! Quanti segreti ancora sotto chiave e quanti libri ancora da sfogliare!

Simone C. : esperienza particolarmente interessante sotto tutti i punti di vista, educativa ed entusiasmante allo stesso momento. Simpaticissima la presenza della micia Medea!
Guglielmo I.: vivere quattro giorni in una biblioteca mi ha fornito una visione sicuramente più eclettica della vita. Non per incorrere in una eventuale “captatio benevolentiae”, ma questa idea della scuola-lavoro ci ha regalato molto in così poco tempo! Forza Medea.

Filippo P. : buono, nel complesso. L’esperienza è stata perlopiù positiva, per quello a cui doveva servire. Abbiamo avuto l’opportunità di farci un’idea di quello che può essere lavorare, ovviamente in un ambito che potesse esserci favorevole rispetto a grandi cose. Quindi direi una buona esperienza.

Alessandro G.: il mio rapporto con i libri è stato sempre un po’ traumatico, ma grazie alla fotografia, la mia vera passione, ho scoperto, ora, che questa “relazione” può avere un domani!.

I ragazzi della IV A del Liceo scientifico A. Volta di Colle di val d'Elsa


LE PIETRE DI MUNCASTER di Robert Westall


Il male nella sua forma più pura si nasconde proprio dietro un millenario volto di pietra. Due storie brevi e piene di suspence. Nella prima, un'intera comunità, quella di Cathedral Close si trova a che fare con il male che scaturisce dalle mura di una vecchia cattedrale, quella di Muncaster. Un arrampicatore deve eseguire un lavoro di ristrutturazione e si reca sul posto, ma fatti sinistri avvengono in quella zona. Un'entità maledetta che risideva nell'anima del capomastro Jacopo da Milano che compiva sì miracoli ma che in cambio doveva pagare un prezzo altro al lato oscuro, si manifesta in tutta la sua malvagità. Crolli improvvisi, individui posseduti, mettono a repentaglio la sicurezza degli abitanti della zona. Anche Kevin, il figlio dell'arrampicatore, subisce questo destino. Salvato in tempo, il protagonista decide di fare un'indagine su questa misteriosa cattedrale con la moglie Barbara e il Reverendo Morris, ma il segreto che scopriranno è terrificante.
BRANGWYN GARDENS nella seconda storia è protagonista uno studente di nome Harry Shaftoe. Negli anni cinquanta gli studenti non se la passavano poi male perché le borse di studio erano molto soddisfacenti: duecentocinquanta sterline l'anno. Egli però è taccagno perché ogni trimestre cambia alloggio per non pagare la cauzione. E così un giorno si ritrova nella dimora di Brangwyn Gardens, ma ben presto scoprirà che dietro l'apparenza tranquilla del luogo si nascondono sinistre presenze. All'inizio una musica che scaturisce dal nulla, poi il ritrovamento di un ordigno tedesco del 1940 sul tetto, e infine , l'incontro con una donna che cela un terribile segreto. Una storia mozzafiato che vi lascerà col fiato sospeso, dalla prima all'ultima riga.
(Diego Balestri)

venerdì 6 giugno 2014

I ragazzi del Liceo scientifico A. Volta di Colle di Val d'Elsa in Biblioteca per la settimana dell'alternanza scuola lavoro.

Nove e quindici, la biblioteca sembra ancora chiusa. Vedo un gatto. Un gatto? Ebbene si, a Colle il custode dei libri è una palla di pelo. Strano ma vero! Dopo pochi minuti aprono le porte e finalmente entriamo. Niente di nuovo, solito odore di libri e di caffè (santo caffè) che chissà quanti studenti ha salvato. Eppure qualcosa di particolare avvolge la piccola saletta di attesa, forse i sorrisi di noi ragazzi spaesati o delle gentili signorine che ci accolgono facendoci già sentire a nostro agio. I primi utenti sono un  paio di universitari con in mano pacchi di libri stropicciati di chi li ha sfogliati troppo. Ma la “presenza” più particolare è quella di un signore di circa settanta anni, che ci dicono venga ogni giorno per leggere un libro diverso, un libro nuovo. Oggi ci dice che sta leggendo un romanzo, non ci vuole dire il titolo informandoci semplicemente che lui è pensionato, che legge un romanzo, niente di più.
Il progetto scuola lavoro sembra iniziare bene, con un buon clima di positività! Quattro giorni in biblioteca, mettendo in ordine i libri, sistemando gli archivi.. insomma le classiche cose che uno si aspetta di fare in un luogo cosi “comune” ma molto suggestivo. L’idea di fondo di questo progetto è insegnare ad una ventina di ragazzi, dell’età di circa 18 anni a lavorare/interagire in un luogo pubblico. Ci dividiamo in gruppi di lavoro, ognuno con una propria mansione, a noi è “capitato” il blog della biblioteca. Ognuno sin dal primo momento sembra essere impegnato e determinato a portare a termine il compito assegnatogli. C’è chi riordina interi scaffali libri per bambini, sperando che non ne arrivi uno a rovinare il loro duro lavoro; qualcuno compila dei moduli, qualcuno legge...
Siamo solo al secondo giorno, ma ci stiamo già avvicinando ad un altro fondamentale obiettivo. Spesso si giudica la biblioteca un posto silenzioso, dove solo alcuni riescono a trovare la propria concentrazione, mentre molti preferiscono una caotica stanza con la tv accesa per studiare. Noi ragazzi in poco tempo stiamo riscoprendo l’antivo valore dei libri e della loro libera consultazione. Quale posto se non la biblioteca ci permette di rivivere cento vite diverse, quella di Giulio Cesare o di grandi scrittori come Tolstoj o Italo Svevo. Ci si può immedesimare in chiunque desideriamo e rivivere attraverso di essi la grande Rivoluzione Francese o se si preferisce qualcosa di meno pesante (de gustibus), la Gabbianella e il Gatto. Qui chiunque trova “pane per i suoi denti”, sempre  che vi è piaccia leggere!

Kdfslvndsl scusate ma il gatto cammina sulla tastiera, birichina Medea!
( I ragazzi della IV A Liceo scientifico  A. Volta di Colle di Val d' Elsa)

venerdì 16 maggio 2014

Romano Bilenchi nel Centenario della nascita - Atti dei Convegni di Milano e Colle di Val d'Elsa. Ottobre-novembre 2009 Fiesole : Cadmo, 2014

Dalle giornate di studio svoltesi a Milano e a Colle di Val d'Elsa nel 2009, grazie anche all'impegno dell' "Associazione degli amici di Romano Bilenchi", nascono questi Atti di convegno. La giornata milanese, in particolare, si è occupata delle attività editoriale e giornalistica dell'intellettuale, mentre l'indagine di Colle ha avuto come oggetto di studio la complessa opera dello scrittore. Gli Atti iniziano con due discorsi che raccontano i rapporti di Bilenchi con gli editori (interventi di Anna Longoni e di Piero Gelli). Lo studio di Paolo Maccari, si occupa, invece, di Bilenchi editore, la cui avventura è legata al “Nuovo corriere” di Firenze (essendo, lo scrittore, caporedattore, prima; direttore del quotidiano e fiancheggiatore del PCI, poi) e all'impresa portata avanti con Luzi. Si tratta del periodo della piena maturità. Si veda, su tali argomenti, anche l’intervento di Luca Lenzini, Bilenchi editore. Di Bilenchi giornalista parla anche Nello Ajello, definendo lo scrittore testimone e cronista dei drammi del secolo scorso. Infatti la personalità di Bilenchi è studiata, negli Atti, anche in merito al ruolo che essa ha svolto nelle intricate vicende storiche del secolo scorso. Si leggano, a tal proposito, i numerosi interventi sull'attività politica dell'intellettuale. Ulteriore argomento approfondito, ai fini di un'indagine completa su Bilenchi, è quello del sodalizio con un altro grande intellettuale: Mino Maccari. Del narrare bilenchiano e delle questioni stilistiche si sono occupati, nelle due giornate di studio, diversi intellettuali e letterati. In particolare, al rapporto tra scrittura letteraria e cronaca, si è dedicato Alberto Cadioli; allo studio dell' Estetica della natura narrativa di Romano Bilenchi, si è dedicato, invece, Marcello Ciccuto. Dell'ultimo romanzo (1972) si è occupato Enzo Golino, mentre Riccardo Castellana ha operato un'approfondita lettura di quello che è considerato il grande romanzo di Bilenchi: Il conservatorio di Santa Teresa. È opportuno menzionare, inoltre, l’attento studio di Niccolò Scaffai sul tessuto narrativo del trittico degli Anni impossibili (formato da La siccità, La miseria e Il gelo). Sono, poi, inclusi, negli Atti, due studi sul volume di racconti Anna e Bruno (1938): quello di Benedetta Centovalli (che prende in considerazione anche Conservatorio) e quello di Cecilia Demuru. Non mancano, poi, osservazioni di tipo tecnico, come quelle di Giuseppe Polimeni (Interstizi sintattico-ritmici nella prosa di Romano Bilenchi). Vediamo, dunque, come gli Atti esamino, in toto, la personalità e l'opera di Bilenchi.

Recensione a cura di Antonella Porciatti




LETTERATURA PER RAGAZZI

IL SOGNO DI ALBION - Norman Roger. Milano : Mondadori, 1997

Edward Yeoman è un giovane ragazzo come tanti che vive lontano da casa. Nella sua scuola incombe la figura predominante del preside Tyson, che con la sua prepotenza riesce a terrorizzare insegnanti e studenti. Un giorno, però, Edward trova proprio nella casa dello zio Jack un misterioso gioco da tavolo con delle carte chiamato "Il sogno di Albion". In una busta in fondo alla scatola c'era una lettera di suo padre che sconsigliava di giocarci, dopo avere raccontato la sua bizzarra storia. Il ragazzo, preso dalla curiosità, non resiste alla tentazione e comincia a praticarlo. Dopo un po' cominciano ad avvenire fatti misteriosi. Realtà e finzione si fondono in una diabolica spirale. Il ragazzo ben presto si rende conto che il gioco è in grado di condizionare la relatà circostante facendo in modo che i suoi personaggi si manifestino nel mondo reale. Il sogno di Albion altro non è che una sfida eterna fra il Bene ed il Male. I guai aumentano quando il preside Tyson viene a sapere del gioco e tenta con ogni mezzo di impadronirsene, aiutato da un sinistro personaggio chiamato Dottor Fell (Fell=Falce). Un'avvincente storia da brivido per tutti i ragazzi che hanno superato la soglia dei 12 anni.


Recensione a cura di Diego Balestri

sabato 29 marzo 2014

Candyman - Terrore dietro lo specchio

Una studentessa universitaria che sta scrivendo una tesi sui miti e leggende metropolitane scopre la leggenda del Candyman, un misterioso assassino armato di uncino, che in vita era stato il figlio di uno schiavo brutalmente torturato e ucciso, che si dice uscire fuori dagli specchi se il suo nome viene pronunciato cinque volte davanti ad uno. Convinta che sia l'idea di cui abbia bisogno, si reca in un quartiere popolare infestato dal crimine dove si racconta l'uomo venne assassinato, e presto verrà coinvolta in una serie di omicidi che la faranno sembrare colpevole agli occhi della polizia. Intenso e lugubre thriller che colpisce lo spettatore con idee e gore, invece che solo con gore come molti altri sottoprodotti del genere horror; intelligente la scelta delle locazioni e degli attori, specialmente Todd che dà vita ad un personaggio che più tardi si tenterà invano di portare alla notorietà di cattivi come Freddy o Jason con due seguiti decisamente scadenti. Film consigliato agli amanti del genere horror: chi non ama il genere tuttavia si tenga alla larga. Regia di Bernard Rose, con Virginia Madsen, Tony Todd, Xander Berkeley, Vanessa Williams -Cesare Busini